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Tema: Immigrati- clandestini- sicurezza

Santanchè: ” l’Italia, gli italiani si sentono insicuri e CI SARA’ UN PERCHE’ si sentono insicuri, CI SARA’ UN PERCHE’ gli italiani hanno paura, CI SARA’ UN PERCHE’ se le CARCERI SONO PIENE DI IMMIGRATI…..!!!!!”

Commento “Eh certo, SARA’ PERCHE’ non riescono più  a mettere dentro gli ITALIANI….SPECIALMENTE UNO!!!”

….ma anche 4…

Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (articolo 1, comma 1). Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato. La sospensione opera per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica.

Rinuncia alla sospensione (articolo 1, comma 2). L’imputato o il suo difensore munito di procura può rinunciare alla sospensione infogni momento.

Assunzione delle prove non rinviabili (articolo 1, comma 3). Nonostante la sospensione del processo il giudice potrà procedere, se ne ricorrono i presupposti, all’assunzione delle prove non rinviabili. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento si tratta di una valvola di sicurezza che salvaguardia il diritto alla prova e impedisce che la sospensione operi in modo generale e indifferenziato sul processo.

Prescrizione (articolo 1, comma 4). Alla sospensione del processo è collegata la contestuale sospensione dei termini di prescrizione.

Durata della sospensione (articolo 1, comma 5). La sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile (su questo punto però si pone una eccezione, nel caso di una nuova nomina nel corso della stessa legislatura. Secondo la relazione illustrativa al provvedimento questo regime speciale sarebbe imposto dalla diversa durata delle 4 cariche interessate dal provvedimento.

Trasferimento dell’azione in sede civile (articolo 1, comma 6). In caso di sospensione possibilità per la parte civile di trasferire l’azione in sede civile.

Disposizione trantiroria (articolo 1, comma 7). Sospensione estesa anche ai processi penali già in corso, in ogni fase e grado, all’entrata in vigore del provvedimento.

Entrata in vigore (articolo 1, comma 8). Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Fatemi essere cattiva

Perugia, Raffaele e Amanda in aula
Insieme ma senza potersi guardare

…..e te credo, con quei capelli Sollecito non se può davvero guardare!!

“Posso rivederti già stasera, MA TU NON PENSARE MALE ADESSO….”

Ma che deve “pensare male” una che mentre sta con il ragazzo fa la gattamorta con un altro e gli lascia pure il numero di telefono?!?

Si analizzi pure il testo…

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te un pochino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua
presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Posso rivederti questa sera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto

Max Gazzè 2008

NOTA BENE:

Quindi lei, stava ad una festa con il compagno, ha detto chissà che porcate al tipo, gli ha dato il numero di telefono, che gli ansima pure al telefono…ma di cosa si dovrebbe scandalizzare questa, questa, questa… Genuflessa?!?

« Sigh no more, ladies, sigh no more;
Men were deceivers ever;
One foot in sea and one on shore,
To one thing constant never;
Then sigh not so,
But let them go,
And be you blithe and bonny;
Converting all your sounds of woe
Into hey nonny, nonny. »

w.s.

Premessa

Cosa centra la guerra quando si parla di amore?

Come si può osare parlare di strategia laddove l’ideale romantico impone freschezza e spontaneità?

Si può e si deve osare farlo, perché al di là dei miti, di fatto, tutti perseguiamo uno scopo: il benessere sentimentale.

Ed è uno scopo come gli altri, come un pozzo di petrolio, come un posto di lavoro. Per ottenerlo bisogna impiegare forze ed energie nella giusta quantità, bisogna quindi in una parola saper essere strateghi.

In fondo di questo si tratta: di dosare correttamente per ogni obiettivo l’impegno investito, né troppo né troppo poco.

Quante volte guardandoci indietro o guardando le relazioni attorno a noi abbiamo pensato “che spreco di tempo, di fatica, di lacrime…” ?

Errori di calcolo da sopravalutazioni o sottovalutazioni dell’obiettivo e dei mezzi impiegati.

Imparare a combattere per non logorare sé stessi in campagne fallimentari, significa prima di tutto accettare che all’inizio di una relazione ad un certo punto, superato l’idillio, ci troveremo l’un contro l’altro armati della volontà di “far andare le cose a modo nostro”.

Non mi sono inventata io il termine “conquistare qualcuno” in ambito affettivo. Né il detto “in amore e guerra tutto è lecito”.

E’ un dato di fatto: prima si vuole conquistare l’altro, poi dopo vengono tutte le storielle sull’armonia, la comprensione, la coppia, bla bla…

Ad esempio, pensi che per avere una relazione che sia quel “qualcosa in più” dell’avventura occasionale tu non debba lottare?

Nelle favole l’Amore vinceva draghi, streghe e malefici grazie all’ausilio della fata Turchina di turno.

Nella realtà i draghi (ossia le tue paure e le sue paure), le streghe (ossia le altre che a qualsiasi titolo si intromettano) e i malefici (ossia tutte le difficoltà che stressano il nostro essere, incluse le gratuite pippe mentali) sono da sconfiggere in una dura guerra, ed ogni guerra richiede strategia e valorosi guerrieri.

Pensa ancora ad un caso emblematico: all’inizio tutto fila liscio, vi trovate bene insieme, c’è un feeling speciale, forse-forse pensi che “non è come gli altri”. Poi, d’un tratto ecco i classici comportamenti anomali: le sue telefonate si diradano, è terribilmente impegnato e stressato e stanco, del tipo: “scusami, ma devo salvare il mondo”.

PENELOPE: NON UN ESEMPIO DI VIRTU’ MA DI CORNUTA PERDENTE

Non ha senso cercare di essere comprensiva e paziente come una moglie devota, come quel modello sballato che i secoli ci hanno tramandato: Penelope.

Mentre Penelope, prima abbandonata per la sete di conoscenza del mondo di quel nano infimo e peloso di Ulisse, resisteva al corteggiamento di aitanti giovani, belli e ricchi, lei, simbolo classico di fedeltà e di virtù, veniva ampiamente cornificata per tutto il Mediterraneo.

Giustamente Dante ha collocato il greco infame all’inferno.

Girone errato a mio parere, ma accontentiamoci.

Quindi, prima di tutto scrollarsi di dosso il peplo dell’incondizionata e cieca pazienza, e armati.

Perché “è stata dichiarata guerra”.

Se il tuo mondo, ossia le amicizie, il lavoro, la famiglia fosse il tuo Regno, sappi che è stato sferrato un attacco al tuo Regno.

Rifletti su come ti senti quando ti trovi in queste situazioni impreviste: tutto il tuo essere subisce gli effetti del tuo turbamento, anche l’aspetto fisico. Come detto immagina te stessa e il tuo mondo come un Regno.

Non solo devi difenderlo ma sarà tuo interesse anche renderlo più ricco e forte, e quanto ti rende ricca e forte il benessere sentimentale?

Si perché l’ ambito sentimentale influenza in negativo o positivo tutte le nostre relazioni.

Noi non siamo a compartimenti stagni come loro. Per noi la sfera emotiva è prioritaria, colpa forse del fatto che come addette alla riproduzione abbiamo sviluppato l’empatia, la comprensione, la pazienza… insomma, tutte quelle doti necessarie a non far frullare giù dalla rupe il cucciolo al primo pianto isterico.

Prendi coscienza che si sta profilando una guerra

Deve essere chiaro un concetto: la guerra richiede strategia, quindi impegno.

C’è un momento in cui ti troverai davanti alla scelta se perseguire lo scopo o meno. Allora prima di tutto ricorda che lo scopo non è quel uomo, ma il benessere sentimentale. Scopo della guerra non è vincere il trofeo, ma arricchire il tuo Stato. Inutile quindi armarsi per conquistare una città povera ed insignificante.

Abbi la consapevolezza che ad un certo punto ti viene richiesto di confrontarti in una battaglia.

Dopodiché, abbi la consapevolezza di combattere una battaglia.

Senza queste consapevolezze è come se passeggiassimo con un gelato su un campo minato: indifese e stupidamente pronte a saltare per aria per un niente.

Avere la coscienza di essere in guerra, di stare quindi consumando delle forze per un obiettivo deve guidarti verso un corretto impiego delle tue risorse.

La guerra bisogna saperla fare. Come l’amore…

Altrimenti sarai persa in un turbine di tattichelle defaticanti ossia quei comportamenti che si pongono in essere senza avere coscienza che si è in guerra e soprattutto, senza aver l’idea di come si faccia una guerra.

Il che fa la differenza tra un pagliaccio e uno stratega.

Dunque, chiediti, se sei in guerra, cosa potrebbero significare in “amore” il concetto di difesa e di attacco, di sconfitta e di conquista?

E soprattutto, qual è il limite tra la strategia e la naturalezza?

Su questo punto si gioca il vero talento dell’equilibrio tra la mente, il cuore e lo spirito, con cui concluderò queste riflessioni.

Ora, iniziando a metter mano alla pratica, come si fa la guerra? Certo non te lo spiega il dentista. Per tua fortuna esiste un trattato che ha avuto nei secoli comprovati riscontri e apprezzamenti da personaggi quali Machiavelli, Napoleone, Mao, Lawrence d’Arabia, Ho-Chi-minh…insomma non esattamente gli ultimi arrivati, “gente” che ben ha saputo portare a casa il risultato che voleva ottenere. Con queste referenze ti presento L’Arte della Guerra del maestro Sun Tzu.

L’arte della guerra…forse il maestro Sun Tzu non sospettava che la grandezza della sua opera consiste nella applicabilità dei suoi insegnamenti a tutti i settori della vita.

Lui scrive per lo stratega armato di corazza e spada, ma la strategia non è solo pane per i militari,

la strategia serve sempre all’uomo per non agire in modo convulso, per non sprecare energie e, soprattutto, per ottenere quello che si vuole.

Gli yuppies di Wall Street nei gloriosi anni 80 ne hanno fatto il loro Vangelo.

Queste riflessioni sono dedicate in particolare a quelle donne single che si trovano in situazioni sentimentali non meglio definite, ossia tutto quel intrecciarsi di incontri e situazioni che sono prima dell’essere una coppia, prima cioè di avere una relazione.

Ci muoviamo quindi sul terreno dell’instabilità e dei dubbi, delle aspettative e delle delusioni, dove fioriscono ansie e paure, dove bisogna saper spendere al meglio le proprie energie ….

Questa non è una relazione, lui non è (ancora) il tuo compagno, è un degno (forse) avversario che ad un certo punto da principe diventerà rospo …è una guerra: se la vinci, il rospo tornerà principe.

Se la perdi, cerchiamo comunque di prenderne i lati positivi. (vd cap. sugli alleati).

Un’avvertenza: l’arte della guerra è impostato sulla filosofia taoista per cui gli insegnamenti sono un input, non sono dicta da seguire/eseguire pedessiquamente.

Vanno percepiti e metabolizzati personalmente così da trovare dentro di noi la via, appunto il tao adatto a noi e alle nostre esigenze concrete.

Quindi, che questa lettura sia di stimolo a trovare ognuna il suo insegnamento.

Comprendere l’ obiettivo:

Vittoria= benessere sentimentale

e ciò non coincide con la conquista di un cazzone.


1- Il rischio

Partire con la consapevolezza del rischio: colui che ti sorride fascinoso potrebbe tramutarsi in deficiente, uno squilibrato, un immaturo.

Oppure potrebbe essere semplicemente incompatibile con te.

Infatti nulla toglie che per qualcuna un tipo squilibrato sia perfettamente affine, perché magari lei stessa è più squilibrata di lui….insomma l’affinità di coppia è data da una compatibilità di difetti, come un puzzle.

In un puzzle nessun pezzo è perfetto, sono tutti dai profili irregolari, ma alla fine ci sono quei pezzi con cui combaciano.

Se sei un pezzo angolo le tue probabilità sono ridotte del 50%.

La guerra è l’ultima ratio

TRADOTTO IN PRATICA:

-  non perdere energie inutilmente -

Insegna Sun Tzu:

A meno che non ci sia un vantaggio,

non muovetevi.

A meno che non ci sia un buon risultato,

non applicatevi.

A meno che non siate in pericolo,

non date battaglia.

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare non suggerisco affatto di essere sempre sul piede di guerra, ma al contrario di limitare al massimo tale circostanza perché è impegnativa e rischiosa.

TRADOTTO in pratica:

Primo: non dannarti per il primo venuto, sii selettiva, guardalo per quello che è. Spesso la solitudine ci fa vedere gli uomini attraverso uno specchio distorto e sprechiamo troppe attenzioni per un uomo “diverso dagli altri” che poi invece è cazzone qualsiasi.

Prenditi un congruo tempo di conoscenza e se lui scompare prima ancora di questo tempo, beh, come detto “ non conoscere il nemico…rischio certo”. Consiglio pedestre: puoi prolungare il periodo di conoscenza con un semplice espediente ossia “non gliela dai”.

Incredibile infatti come si mantenga alto il livello di interesse in certi maschi a fronte di detta “condizione sospensiva”…

In generale quindi se non c’è un buon motivo per armarsi perché perdere tempo e forze a pianificare strategie?

Insomma, che senso ha dannarsi per un -accannato psicolabile sposato senza lavoro senza casa nè principi- se voi non siete Asia Argento?!?

Secondo: non devi percepire sua ogni azione come un attacco altrimenti vedrai il pericolo ovunque votandoti ad un destino di sconfitta e di cornuta (perché si sa che le paranoiche sono le migliori cornute).

Per poter discernere quindi il pericolo vero dal falso e dalle paranoie, sono necessarie le conoscenze (vd successivo).

Sun Tsu premette:

Sul terreno dispersivo, non date battaglia;

sul terreno da prendere alla leggera, non indugiate;

sul terreno adatto alla competizione, non attaccate per primi;

sul terreno che facilita la comunicazione non sospendete le comunicazioni;

sul terreno intersecante, raccoglietevi per negoziare;

sul terreno da valutare seriamente, saccheggiate le risorse avversarie;

sul terreno accidentato, non sostate;

sul terreno circolare, elaborate un piano;

sul terreno mortifero, date battaglia.

TRADOTTO in pratica:

  1. Sul terreno dispersivo, non date battaglia” = Un uomo sfuggente, non è una scelta consigliabile ma per chi si ostinasse ecco un’idea: si può assecondare nella sua sfuggevolezza, almeno per un po’.

Mi ricordo un film degli anni cinquanta in cui la mamma di una giovane sposa dava dei consigli su come “educare un buon marito”. A tal fine regalava alla figlia un libro intitolato “come educare il cucciolo”. La figlia, inorridita all’idea di considerare il marito alla stregua di un cagnolino alla fine metteva in pratica i consigli materni con esiti sorprendenti.

Ad es lei aveva il problema che lui non veniva mai quando lei lo chiamava.

Secondo l’addestramento del cucciolo, bisognava dare una grattatina dietro le orecchie per gratificare il cucciolo quando veniva, e in questo modo avrebbe associato il piacere della grattatina alla chiamata e sarebbe arrivato.

Ora, se tu chiami il tipo e sbraiti sempre perché non viene mai, dov’è la grattatina gratificante?

Altro caso: lui non andava mai nei posti dove voleva andare anche lei. Nel manuale ciò corrispondeva all’addestramento al guinzaglio. Inutile tirare il cucciolo con la forza: prima bisogna dargli corda, lasciarlo andare come se fosse libero e poi dare una piccola strattonata di riavvicinamento.

Piano piano il cucciolo impara a camminare affianco senza accorgersene e ti aspetterà dietro la porta con il guinzaglio in bocca pronto per uscire con te.

Quando tira, non tirare anche tu…lascia andare, e poi riprendi quando è troppo.

Penso che non ci sia bisogno di dare altre spiegazioni. :D

2. “Sul terreno da prendere alla leggera, non indugiate;”

TRADOTTO  in pratica: vivete con leggerezza rapporti leggeri! Una persona che non ha intenzione di impegnarsi starà bene, benissimo con un’altra persona degli stessi intenti….non fingere però di essere libera e disinvolta nei rapporti quando invece non lo sei affatto!

Indugiare pure in una relazione con un “disimpegnato”, purchè lo si prenda appunto “alla leggera”…e cmq è insito nel concetto di “prendere alla leggera” un BREVE TERMINE DI SCADENZA DELLA RELAZIONE. Nessuna relazione può essere leggera se perdura mesi o anni!!

Conoscere sé stessi e conoscere il nemico.

Affronteresti una flotta di navi con la fanteria?

C’è un detto:

“conoscere l’altro e se stessi – cento battaglie senza rischi;

non conoscere l’altro e conoscere sé stessi – a volte, vittoria; a volte sconfitta;

non conoscere l’altro e non conoscere sé stessi- ogni battaglia è un rischio certo”.

TRADOTTO IN PRATICA:

Il primo nemico da combattere sono le nostre paure e le nostre insicurezze.

Questi fantasmi crescono con l’andare degli anni aumentando in proporzione alle nostre esperienze vissute.

Nota bene, se le esperienze aumentano è perché sono aumentate le “tranvate”.

Diversamente ci saremmo arrestati ad una o due storie e adesso non staremmo qui a parlarne ma a fare qualcosa di meglio.

Dai quindicianni (dodici per i precoci) in poi, la voglia di innamorarsi è una parabola in ascesa che di regola inizia la sua discesa alla prima “tranvata doc” che arriva tra capo e collo.

Da lì è tutto un pullulare di paure ed insicurezze su tutto ciò che regola i rapporti sentimentali.

Le paura più pericolosa si sintetizza nella frase “E’ come tutti gli altri”: concetto diffuso quanto soggettivo che esprimere la paura di rivivere esperienze negative già vissute ad es. un tradimento, l’abbandono, la trascuratezza, l’ignavia eccetera…

Ora, questa paura agisce negativamente sulle nostre possibilità di CONOSCERE perchè potremmo ostinare a volere una persona solo perché non abbiamo al momento alternative.

Perché questa paura mette in pericolo il nostro “esercito” (ossia le nostre risorse emotive)?

Ritengo che la paura possa offuscare la mente con il pregiudizio, non permettendoci di conoscere davvero chi abbiamo di fronte.

Devi capire con chi hai a che fare volta per volta, perché (purtroppo o per fortuna) gli uomini non sono tutti uguali.

Ora, è pur vero che bisogna saper tenere conto del valore dell’esperienza per non ricadere negli stessi errori, ma bisogna non scadere nel pregiudizio ed evitare il meccanismo di certi ragionamenti ad es “ecco, è scomparso all’improvviso come quel altro che poi non si è fatto più sentire, ergo…anche questo non si farà più risentire”.

Non è escluso che in effetti questo possa riaccadere, ma non è automatico.

Ogni battaglia ha un nemico a sé: un esercito e un terreno diversi, condizioni climatiche nuove e imprevedibili…ecco perché l’esito di ogni battaglia non è mai certo.

Con quale presunzione pensi che le tue vicende amorose si sottraggano alla regola della causalità dell’esistenza che tutto domina?

Le tue esperienze sono sempre una goccia insignificante di fronte al mare di variabili possibili della realtà.

Pertanto se non si ha la certezza di essere in grado di “far valore dell’esperienza” senza incorrere nel rischio di cadere nel pregiudizio, meglio non considerare affatto le esperienze passate.

Se ci pensi filava tutto più liscio quando eri alle prime armi.

Come il bravo condottiero affronta la nuova battaglia con lo spirito libero e la mente pura, così anche tu affronta la nuova relazione, tenendo ben presente che l’esito sarà meno incerto quanto più conoscerai te stessa e il tuo “nemico” .

RICORDA (repetita iuvant): L’OBIETTIVO E’ IL BENESSERE SENTIMENTALE NON UN CAZZONE QUALSIASI!

Con la mente devi avere chiaro l’obiettivo da raggiungere, ma con lo spirito non pensare a raggiungere o meno l’obiettivo.

Pensa solo a FARE BENE.

Finchè si è tesi a raggiungere un risultato non lo si otterrà.

E’ la legge dello sforzo inverso: in acqua chi tenta di immergersi, galleggia, mentre chi tenta di andare a galla va a fondo (…..pag.20).

Ogni azione deve essere finalizzata ad essere compiuta bene di per sé, agendo quindi senza tensione ma con naturalezza, senza cercare di immergersi né di galleggiare ma fluendo con l’acqua.

Sembra in contraddizione con la logica strategica ma in pratica si tratta di combattere senza l’ansia di vincere o perdere…senza l’ansia, il veleno dei sentimenti.

E se non si riesce a scrollarsi di dosso l’ansia, meglio non agire.

Insegna il Bushido “ il Guerriero combatte come se fosse già morto”. Non ti aspettare nulla in cambio delle belle azioni che fai…falle bene e basta.

Quando si attacca una fortezza, le energie vengono meno. Quando l’esercito viene esibito a lungo, la sua utilità nei confronti dello Stato si rivela inadeguata.

Effetti deleteri

Quando le truppe perdono vigore e lo spirito combattivo scema, le energie vengono meno e si esauriscono le risorse, gli altri signori feudali insorgono, approfittando di un deterioramento delle cose. Nonostante la nostra intelligenza non potremo rimediare alle conseguenze della situazione.

In effetti ho sentito parlare di strategie goffe e sbrigative, le quali però non possono essere osservate [laddove sia richiesto un uso] prolungato dell’ingegno. Sinora non è mai esistita una strategia che abbia richiesto il protrarsi della sua applicazione, e nel contempo sia risultata utile allo Stato.

TRADOTTO IN PRATICA:

Questo ci deve ricordare che “i dolci tormenti” (Dante) non sono innocui ma anzi risucchiano molte delle nostre risorse.

Pertanto non è consigliabile, per esempio, defaticarsi nell’ASSEDIO dei seguenti soggetti:

1) di un cazzone sposato (o genericamente impegnato), aspettando mesi od anni che lui lasci l’altra.

2) di un cazzone scansafatiche che non trova lavoro e non fa progetti concreti sul futuro;

3) di un cazzone che promette, promette, promette…qualsiasi cosa ma poi non la fa.

Nel caso non sei un’eroina della perseveranza.

Sei una disgraziata che sta facendo morire le sue truppe di fame, di sete, di malattie.

Fai del male al tuo regno.

Lo impoverisci nel presente….infatti dubito che tu abbia un bel aspetto, stressata come sei.

Ma soprattutto, lo stai privando del FUTURO…pensa a cosa accade davvero durante un assedio. Gli uomini vengono decimati, i giovani sono allora mandati a rinforzare le truppe, ma alla fine si distruggono intere generazioni…rimangono solo donne e vecchi. Ecco quindi che il futuro del regno è compromesso.

Attenta quindi al livello di energia (=truppe) che impieghi negli assedi.

Al primo segnale di disfatta, manda i tuoi uomini a casa dalle loro mogli.

Avvertimento:

Coloro che non sono del tutto consapevoli dei danni derivanti dall’applicazione delle strategie non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi derivanti dalla loro applicazione.

TRADOTTO IN PRATICA:

Riassumendo: investi energie combattive solo se sei costretta e se ne vale la pena.

Diversamente inizia il logoramento.

Iniziano le pippe mentali che sono cosa ben diversa dalla pianificazione strategica.

Cercare di interpretare la sua dimensione interiore è un’impresa al si sopra delle tue risorse e come tale quindi deve essere abbandonata.

Ciò perché la persona che ti sta intruppando il cervello la conosci solo in una minima parte.

Come accennato in premessa, non stiamo parlando infatti del tuo compagno, ma di un tizio che di fatto, per quanto ti possa essere sembrata stupenda e rara l’affinità che hai provato in sua compagnia, è poco più che un estraneo.

Pensare quello che potrebbe pensare lui….energie sprecate.

Dare un significato a quello che ha fatto o non ha fatto….energie sprecate.

Chiedersi cosa ha provato/prova/ proverà lui……energie sprecate.

E aggiungo…

chiedere direttamente alla fonte cosa pensa o prova…risultato dubbio!

Quante volte sappiamo cosa vogliamo o sentiamo?

La consapevolezza che non è nemmeno in noi, non si può pretendere che sia negli altri…senza contare i bugiardi.

E’ proprio come quella pubblicità dell’antinfluenzale: “hai l’influenza? Due lezioni di tennis saltate, un cinema saltato, due cene saltate…” .

Curati con la strategia: prendi le informazioni che puoi avere, metti RAPIDAMENTE insieme la strategia e seguila. Cambiala solo se cambiano le condizioni oggettive, solo se intervengono FATTI (e non pugnette) e fatti RILEVANTI.

Coordinare le informazioni e capire la rilevanza di un fatto farà parte della tua capacità di essere una brava stratega o meno.

Dopodiché non devi pensare ad altro, avendo sempre con te la consapevolezza che c’è il rischio di perdere.

CAP. 5 …..

CAP. 6 …..

CAP. 7 …..

CAP. 8

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